Descrizione
Castello medievale.
All’interno dell’odierno centro abitato, sulla cima di un colle, a circa 445 metri sul livello del mare, situato in una posizione già difesa naturalmente dal vallone del torrente Molinello e dagli speroni rocciosi, sorge il “castello di Grottaminarda”, un'insieme di vari complessi architettonici tra loro collegati.
La tradizione fa risalire l’edificazione dell’edificio all’VIII-IX secolo, in piena età longobarda. Tuttavia, nonostante il territorio grottese sia frequentato, quasi ininterrottamente, dalla preistoria a oggi, in mancanza di altre testimonianze, dobbiamo affermare che l’area, dove sorge il nucleo antico del borgo grottese con il castello, risulta abitata con una certa frequenza e ininterrottamente dal X secolo.
L’impianto originario del castello, nonostante la sua presunta origine longobarda, dovrebbe, invece, essere stato edificato, tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII secolo, probabilmente durante la fase di consolidamento del potere normanno.
L'edificio, di proprietà del Comune dal 1988, è il risultato di molteplici rinnovamenti, ampliamenti e ricostruzioni che vanno dall’età normanna a quella contemporanea. Conserva in buona parte l’aspetto di palazzo baronale ricevuto dopo il terremoto del 29 novembre 1732 e la riorganizzazione delle strutture voluto dalla famiglia Buonopane, ultimi proprietari della struttura, tra la fine del Settecento e la prima metà del Novecento.
Si compone di due corpi collegati tra loro, uno settentrionale, più antico, a pianta trapezoidale con quattro torri angolari, corrispondente al castello vero e proprio e databile tra la fine dell’XI e il XV secolo, ma compromesso dagli interventi posteriori, e uno meridionale, più recente, con pianta a forma di “elle” con torre nello spigolo nord-ovest, edificato dopo il terremoto del 1732 dalla famiglia Buonopane, riutilizzando alcune strutture più antiche. Entrambi i corpi sono stati ristrutturati e ricontestualizzati dopo gli eventi sismici del Novecento.
Completa l’attuale impianto del castello, una cortina muraria, resto dell’antica cinta muraria della cittadina, che partendo dalla torre del corpo meridionale e proseguendo in direzione nord, si congiunge con un'altra piccola struttura rettangolare, da cui parte un’altra cortina che prosegue in direzione est. Le due cortine delimitano i lati occidentali e settentrionali del giardino inferiore.
La storia documentaria dell’intero complesso ha permesso di distinguere almeno cinque grandi fasi edilizie e d’impiego.
La prima fase, datata tra la fine dell’XI e il XII secolo, relativa all’età normanna sotto i Sanseverino (fine XI secolo – 1203), primi signori feudali di Grottaminarda, i quali edificarono il primo impianto fortificato del castello, la torre nord-est che ingloba una struttura più antica a pianta quadrangolare.
La seconda fase (XIII - prima metà del XV secolo) coincide con l’età sveva-angioina e il dominato dei d’Aquino, i feudatari più importanti di Grottaminarda. In questa fase viene costruita la cinta muraria propria del castello, che viene potenziata dalle quattro torri, di cui la torre nord-est svolge mansioni da donjon (dongione). Di questa fase resta la torre nord-ovest, l’unica a pianta quadrangolare scarpata e che mostra una tessitura piuttosto disordinata in pietra con numerosi ricorsi e listature in mattoni e cotti.
La terza fase va dal terremoto del 1456 a quel del 1732. Fino al 1528, Grottaminarda è dominata dai d’Aquino, cui seguirono i de Rupt (1532 – 1551), i Loffredo (1553 – 1592), i Cosso-Coscia (1592 – 1623), i Pescara (1623 – 1627), della Cornea (1627 - ante 1649), vari amministratori (1649-1698) e i della Posta (1698 – 1729).
Dopo il terremoto del 1456, è risistemata la cinta muraria e le torri nord-est e sud-ovest (e forse anche la torre sud-est) sono incorporate in torri circolari scarpate, secondo l’architettura militare dell’epoca. Durante il XVI secolo è documentato il primo impianto dell’edificio meridionale.
La penultima fase, che va dalla seconda metà del XVIII al XIX secolo, è caratterizzata dalla riorganizzazione delle strutture. Il Castello è di proprietà della famiglia Coscia (1729-1809), ultimi feudatari di Grotta, ma è concesso in comodato d’uso alla famiglia Buonopane, amministratori dei territori grottesi dei Coscia.
Il corpo meridionale, quello a forma di “elle”, di proprietà diretta della famiglia Buonopane, è ampliato e ristrutturato integralmente. I lavori iniziati nel 1755 dureranno fino al 1795.
Il corpo settentrionale, il castello vero e proprio, verso la fine del Settecento è acquisito dai Buonopane e viene riorganizzato integralmente. La corte è riempita di terra, in modo da nascondere completamente il piano terra, e trasformato in un giardino pensile. Delle strutture del primo piano sono ripristinate solo quelle delimitate dalle torri nord-est, sud-est e sud-ovest, che vengono annesse al corpo meridionale.
La famiglia Buonopane abiterà il castello stabilmente fino al terremoto del 1962, il quale recherà numerosi danni alla struttura. Altri danni ci saranno con il terremoto del 1980.
L’ultima fase corrisponde a quella odierna e va dal 1988 a oggi. Nel 1988 i Buonopane vendettero il castello al comune di Grottaminarda, il quale, effettuati numerosi interventi di restauri, ha ricontestualizzato la struttura.
Oggi l’edificio ospita al piano terra un caffè letterario mentre al secondo piano sono presenti la biblioteca Osvaldo Sanini, il museo civico Filippo Buonopane e il consorzio del Gruppo di Azione Locale (GAL) Irpinia.
Attualmente (novembre 2025) il primo piano è inaccessibile per restauri.
[testo a cura di Raffaele Masiello]