Descrizione
Grottaminarda è un comune della provincia di Avellino (o Irpinia) e della regione Campana.
Situata a monte del torrente Molinello, affluente del fiume Ufita, il comune si posiziona lungo la direttrice mar Tirreno - Mar Adriatico in maniera equidistante. La sua centralità geografica ha fatto sì che sin dalle sue origini diventasse uno dei centri economici e sociali più importanti dell’area irpina.
Nonostante i vari eventi sismici e la negligenza dell’uomo conserva importanti testimonianze e tradizioni che raccontano la sua storia.
LA STORIA
La presenza umana nel territorio grottese è attestata a partire dal Neolitico Antico (VI millennio a. C.) con la presenza di un villaggio ritrovato nell’area della costruenda stazione della stazione AIR (Autoservizi IRpini). Sporadici ritrovamenti, come frammenti di ceramica impressa d’impasto grossolano decorato a motivi digitalati o cardiali, riferibili alla corrente culturale di Rendina avevano già documentato una frequentazione al V millennio a. C.
L’area risulta frequentata anche in età sannitica, come dimostrano alcuni ritrovamenti archeologici che attestano la presenza della tribù sannita degli Hirpus o Irpini.
In età romana tutto il territorio gravita sotto l’influenza del municipio, poi colonia romana, di Aeclanum. Inoltre, il territorio del comune era attraversato trasversalmente da una variante della via Appia, la Via Aurelia Aeclanensis.
La frequentazione umana continua anche in età longobarda, quando il territorio è caratterizzato da piccoli nuclei abitati: Pontiglia, Carpignano e Cripta. Tuttavia è solo verso il X secolo che la popolazione inizia a raccogliersi nel solo centro di Cripta nei pressi di un luogo sacro dedicato a San Michele, dove nel corso del X secolo viene edificata una torre che funge da difesa e da campanile. Inoltre nel 991 è attestato per la prima volta il toponimo di “Cripta”. Non dobbiamo assolutamente pensare che in questo periodo la località fosse già un centro autonomo, anzi, la documentazione attesta che la località era dipende dal vicino centro di Quintodecimo, una cittadina che nel corso del VII-VIII secolo aveva preso il posto della romana Eclano.
Cripta, o Grupta, Grotta, raggiungerà la sua piena indipendenza solo nel corso dell’età normanna quando tutto il territorio, confluito tra i possedimenti della famiglia Gesualdo e diventata parte della Contea di Gesualdo, verrà affidato a Trogisio di Montemiletto, nonno del più famoso Trogisio de Cripta.
Trogisio di Montemiletto, il figlio Ruggiero e il nipote Trogisio de Cripta, nel corso del XII secolo riorganizzeranno il centro abitato edificando un castello e cingendolo di solide mura.
All’inizio del XIII secolo attraverso un’importante politica matrimoniale Grotta passa nelle mani della Famiglia d’Aquino e nello specifico di Andrea d’Aquino. Ladislao d’Aquino, figlio di Andrea, nel 1229 chiede ed ottenne dall’imperatore e Re di Sicilia Federico II di Svevia la separazione di Grotta dalla Contea di Gesualdo.
Federico II esaudisce la richiesta e crea così una nuova signoria, che si compone dei territori di Grotta e Melito, e cambia il nome della cittadina in Grottaminarda.
Quest’atto segna ufficialmente l’atto di nascita della località come centro indipendente e autonomo.
Il centro sarà possedimento della famiglia d’Aquino fino al 1528, quando l’ultimo signore Ladislao, diventato nel frattempo marchese di Corato, riceve la confisca dei beni e dei titoli.
Carlo V, nuovo Re di Napoli, affida nel 1532 il feudo di Grottaminarda alla famiglia De Rupt, che a sua volta nel 1553 lo venderà alla famiglia Loffredo che lo terrà fino alla fine del secolo.
Dopo i Loffredo saranno signori di Grottaminarda i Cosso o Coscia (1592-1623), i Pescara (1623-1627), i della Corgna (1627-1647), i della Posta (1698-1729) e infine di nuovo i Coscia (1729-1806).
La cittadina fu danneggiata dai terremoti del 1125, 1456, del 1688, 1694, 1702, 1732, 1930, 1962 e 1980. Inoltre, nel Seicento, a causa di una profonda crisi politica e sociale e a seguito della peste del 1656, l’abitato venne ripopolato da nuove famiglie provenienti dai paesi e dalle regioni limitrofe.
Il principale vantaggio del centro grottese è stata la sua posizione geografica che, grazie ad un importante rete viaria (prima con la via Aurelia Eclanese, poi la via Avellino – Rocchetta e infine la Strada Regia delle Puglie) fin dall’epoca romana, la pone in relazione con tutti i maggiori centri commerciali disposti sulla direttrice Napoli – Puglia.
[testo a cura di Raffaele Masiello]